Resistenze e sofferenza

Categories: Fama di santità

Udine, 2 febbraio 2014.

Carissimi Fratelli, dopo tanto tempo eccomi di nuovo da voi con queste poche righe. Anche se è molto che non scrivo, vi assicuro che prego sempre per voi con il caro fratel Luigi. La mia Messa, la mia Comunione, le mie preghiere sono tutte per il Cottolengo. Come vi avevo già confidato, mio padre non vuole assolutamente che io divenga sacerdote. Mi ha detto che oggi “il prete non rappresenta niente nella società”. Sinceramente ho trovato molte difficoltà per questo fatto. Ho cercato mille modi per spiegargli un po’ le cose, ma lui si rifiuta di parlare con me. Si rifiuta persino di mangiare con me. In casa si comporta come se io non ci fossi. Anzi, quando arrivo io, lui esce. Fratel Luigi, nella mia vita, ha tracciato un lungo solco: la sua vita ha toccato sensibilmente la mia  vita, quasi rovesciandola. A lui devo la mia sofferta decisione di intraprendere la via sacerdotale.
Dovrò ringraziare in eterno, dopo Cristo, il caro fratel Luigi. Ora, ricordandoci a vicenda nella preghiera al Signore, vi saluto con caloroso abbraccio. Continuate  a pregare per me, affinché il buon fratel Luigi tocchi il cuore di mio padre affinché comprenda la mia pena.

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