Grazia per un nonnino mussulmano

Categories: Fama di santità

6 aprile 2014.

So di non essere un modello da questo punto di vista. Sono stato sempre molto scettico sui miracoli e sulle grazie ricevute per l’intercessione dei Santi. Ho sempre pensato che comunque, se abbiamo bisogno di miracoli o grazie, li dobbiamo chiedere direttamente a Gesù, o magari parlarne con sua Madre Maria.

In questi giorni però la mia anima è profondamente toccata e commossa, e devo rendere pubblico quello che provo nel cuore. Un mio paziente a Chaaria ha avuto delle inspiegabili complicazioni in terza giornata dopo prostatectomia. È diventato dapprima aggressivo e poi è precipitato in un coma profondo che nessun esame riusciva a classificare adeguatamente. Il malato si è poi complicato con una grave anemia, anche se non avevamo registrato importanti perdite ematiche nel post-operatorio. Ho fatto di tutto per cambiare il quadro clinico, usando tutti i presidi terapeutici a mia disposizione. Ieri mattina ero però veramente disperato. Ai familiari facevo la bella faccia, ma in me avevo tanta paura di perdere il loro genitore, senza neppure comprenderne appieno la ragione. Nella mia disperazione mi sono messo a pregare fratel Luigi Bordino chiedendo a lui di farmi la grazia: non volevo perdere quello stupendo nonnino di fede musulmana, e non volevo dare questo dolore ai suoi figli che ogni giorno mi dicevano che avrebbero pregato Dio per me affinché le mie mani potessero guarire il loro genitore. Ho sinceramente chiesto a fratel Luigi la grazia di far migliorare il malato. Nel frattempo naturalmente io ho continuato tutte le mie terapie, focalizzandomi soprattutto su una condizione di insufficienza epatica e renale che si andava manifestando, unita ad una importante iposodiemia. Ho anche trasfuso il malato due volte.

Ebbene, da ieri pomeriggio il mio caro Ali ha smesso di essere agitato, mentre lo stato di coscienza è progressivamente migliorato: stamattina ha assunto del the con mia grandissima commozione. Durante la giornata di oggi è stato sempre soporoso, ma risvegliabile, ed era in grado di riconoscere i figli e la moglie per la prima volta. Già questo fatto ha riempito di gioia quei familiari che mi hanno fisicamente abbracciato. Questa sera dopo cena ho trovato Ali sveglio e cosciente, anche se ancora debole. Mi ha riconosciuto e mi ha chiesto dell’acqua. Sono profondamente commosso, e mentre continuerò le mie terapie fino alla completa guarigione, sono convinto che oggi ho ricevuto una grazia per intercessione di fratel Luigi.

Fr Beppe Gaido

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